venerdì 19 febbraio 2010
la tribù delle noci sonanti
domenica 14 febbraio 2010
Modello "Samso"
Nel 1997, per iniziativa del sindaco che si è appellato ai cittadini, si è progettato di rendere l’isola autosufficiente energeticamente, con l’installazione di 21 rotori eolici (11 a terra e 10 in mare), con la bella novità di chiedere i soldi ai cittadini (15.000 euro a testa), più di tremila abitanti hanno aderito, diventando azionisti a tutti gli effetti.
Anche il governo danese ha dato un contributo e l’iniziativa è partita.
Oggi Samso è l’unica isola al mondo totalmente autosufficiente energeticamente e addirittura vende alla Danimarca il suo surplus di elettricità, trasmettendola con un cavo sottomarino.
Secondo me lo splendido risultato non è solo ecologico, ma riguarda un nuovo modo di produrre e distribuire la ricchezza.
Se fosse stata una iniziativa capitalista di un privato o di una multinazionale, gli interi profitti sarebbero andati alla società costruttrice e la popolazione non avrebbe avuto alcun beneficio economico.
Invece, un buon sindaco, la maggior parte dei cittadini, l’appoggio statale, hanno creato un blocco sociale capace di escludere i capitalisti dal proprio territorio, con la conseguenza di ottenere una ricchezza modesta ma diffusa, e la fine della emigrazione dei suoi giovani.
il video http://www.youtube.com/watch?v=H3EJzkbSMIg
martedì 12 gennaio 2010
biologico fuorilegge
di una settimana e mezzo voteranno un
provvedimento che mettera’ "fuori legge" le
coltivazioni "biologiche" (disegno di legge HR 875).
Vi è una fortissima pressione per approvare la
trasformazione in legge in un tempo molto breve,
prima che la popolazione si accorga di cio’ che
sta accadendo.
Il principale sostenitore e chi ha svolto il
lavoro di lobby e’ la MONSANTO, la grande
impresa chimica e di ingegneria genetica,
accompagnata dalla CARGILL, dalla ADM (Archer,
Daniels e Midland) e da altre 35 grandi imprese
agroalimentari.
Questa normativa obblighera’ le aziende a
produzione biologica a usare particolari
fertilizzanti e sostanze velenose contro gli
insetti, in base a decisioni prese da una
Agenzia di nuova costituzione al fine di
garantire che non vi siano pericoli per
l’alimentazione pubblica. Queste norme saranno
obbligatorie anche per gli orti familiari che
producono alimenti solo per autoconsumo e non
per la vendita.
Se questa legge sara’ approvata non esisteranno
piu’ semi originali ma solo i semi geneticamente
modificati della MONSANTO, che oggi stanno
mostrando la loro capacita’ di generare malattie
impreviste negli esseri umani.
Questo mostruoso piano alimentare ha un nome:
Food Safety Modernization Act of 2009 (legge per
la modernizzazione della sicurezza alimentare),
disegno di legge HR 875.
Video sull'argomento
http://www.youtube.com/watch?v=eeWVkTU1s1E
http://www.youtube.com/watch?v=epXNJNjYBvw&feature=related
lunedì 9 novembre 2009
Vi segnalo questo link dove aam Terra Nuova propone offerte di libri molto interessanti per questo mese!
mercoledì 23 settembre 2009
mercoledì 8 luglio 2009
E' in programma per venerdì 10 luglio presso il cinema Modernissimo di Telese Terme (BN) la proiezione di Terra Madre il film documentario realizzato da Ermanno Olmi dedicato al meeting organizzato da Slow Food ogni due anni a Torino.
"Al Forum di Terra Madre ho riconosciuto i contadini come li ricordavo nelle nostre campagne, al tempo della mia infanzia”, dichiara Ermanno Olmi. “I volti dei contadini si somigliano in ogni angolo del mondo
Sono volti su cui si riconoscono le medesime tracce di vita, così come le fisionomie dei paesaggi con i campi arati, le colture, i pascoli.”
Terra Madre è il risultato di un lavoro fortemente ispirato dalla rete di comunità del cibo creata nel 2004. Ideato nel 2006 dalla complicità tra Carlo Petrini e Ermanno Olmi il lavoro ha trovato un comune sentimento verso le genti contadine affluite al raduno mondiale di Torino.
"Solo la sensibilità di Ermanno Olmi ", afferma Carlo Petrini, "poteva interpretare l’alto valore etico e morale di questa straordinaria assise che è Terra Madre. Una rete planetaria fatta di uomini, pensieri, lavoro e culture presente in 153 Paesi del mondo, che va seminando e coltivando le giuste idee di difesa della biodiversità, rispetto dell’ambiente e dignità del cibo, per un futuro di pace e di armonia con la Natura".
Vi aspettiamo
Per info: gianna_dlc@libero.it oppure tel. 328 9724341
· Il film sarà proiettato alle 17,30 e alle 21,30
venerdì 29 maggio 2009
Legge Orsi
Un incontro - dibattito sulla proposta di legge del sen. F. Orsi riguardante modifiche alla legge sulla caccia 157/92
interverranno:
Associazioni Ambietaliste,
Associazioni venatorie,
Giuristi,
Esperti in Gestione della Fauna
Partecipate numerosi:
La salvaguardia dell'ambiente è responsabilità di tutti !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
La proposta di legge la trovate quà: http://www.beppegrillo.it/2009/03/testo_disegno_d.html
La petizione da firmare la trovate quà: http://www.baseverde.org/petizioni/petizione-bozza-legge-orsi-caccia/
sabato 16 maggio 2009
I pesticidi nell'alimentazione
Solo per fare alcuni esempi:
Paraquat: un erbicida largamente utilizzato in agricoltura per 60 anni, è stato sperimentato su cavie da laboratorio provocando danni neurologici molto simili a quelli del parkinson. Uno studio americano ha dimostrato che un mix di paraquat e Maneb (un fungicida) aumenta da 4 a 6 volte la comparsa della malattia tra gli agricoltori e le popolazioni rurali.
Rotenone: un insetticida e acaricida di origine vegetale già negli anni '70 aveva dimostrato di provocare parkinson in tossicodipendenti che lo utilizzavano come droga. Il Rotenone è utilizzato su coltivazioni di mele, pesche, pere, patate e vite.
Per la sua origine vegetale, è anche ammesso in agricoltura biologica ma recentemente l'Unione Europea l'ha revocato in quanto scarsamente selettivo nei confrotti di insetti utili e nei confronti dei pesci. Tuttavia per quanto riguarda le colture di mele, pere, pesche, patate e vite sarà ancora possibile utilizzarlo fino al 2012.
Pare però che i pesticidi che ci becchiamo quotidianamente con l’alimentazione non siano i peggiori per il rischio di Parkinson. Sì, perché recenti studi dimostrerebbero che i rischi maggiori derivano soprattutto dai fitofarmaci di uso domestico. Infatti, molti di noi con troppa disinvoltura fanno uso regolare di insetticidi, erbicidi e pesticidi per liberarsi dagli insetti molesti o perché hanno l’hobby del giardinaggio.
A questo proposito in letteratura viene riportato un caso di una signora americana di mezza età che aveva spruzzato un comune insetticida in tutta la casa per uccidere gli odiati e fastidiosi insetti. Nel giro di 1-2 giorni manifestò un Parkinson in piena regola e anche grave. Ospedalizzata d’urgenza fu visitata da una schiera di neurologi piuttosto perplessi dato che per arrivare ad uno stadio così grave la malattia avrebbe dovuto impiegare degli anni. Dopo diverse settimane di degenza, la donna guarì bene. Tornata a casa, però, ci vollero pochi giorni per un nuovo drammatico aggravamento. A questo punto i neurologici capirono che a scatenare la malattia era stata l’esposizione al pesticida casalingo. Prima di tornare nuovamente a casa, la donna diede disposizione ai famigliari di bonificare tutta la casa, ma servì a poco. Nuovamente a casa, anche i minimi residui del pesticida ancora presenti furono sufficienti a scatenare una ricaduta della malattia. Alla fine, la donna dovette vendere la casa. Una cosa interessante è che il marito pur esposto allo stesso veleno non manifestò mai i sintomi della malattia. Secondo gli esperti questo dimostrerebbe che esiste una certa sensibilità personale alle sostanze chimiche.
Un ultimo studio che conferma il ruolo dei pesticidi nella genesi del Parkinson è quello apparso lo scorso anno e condotto dalla Duke University di Durham (North Carolina). I ricercatori hanno preso in esame 319 persone con il Parkinson e 200 loro famigliari sani. I malati riferivano con maggiore frequenza (61%) di essere entrati in contatto diretto con i pesticidi ed erbicidi rispetto alle persone sane.
mercoledì 22 aprile 2009
Codex alimentarius: UN PROGETTO INQUIETANTE
IL CODEX ALIMENTARIUS:
A partire dal 2005 le direttive applicate mirano a:- eliminare ogni supplemento alimentare naturale che sarà sostituito con 28 prodotti di sintesi disponibili solo in farmacia: tutto ciò che non è nella lista del Codex è considerato illegale;- le medicine naturiste, come l’agopuntura la medicina energetica, ayurvedica, tibetana ecc. saranno progressivamente vietate;- l’agricoltura e l’allevamento di animali saranno regolate dall’industria chimico-farmaceutica che vieta per principio l’agricoltura biologica. Questo significa che ogni mucca da latte sarà trattata con l’ormone bovino della crescita (ricombinato geneticamente) prodotto dalla Monsanto. Inoltre. Ogni animale del pianeta usato a fini nutrizionali dovrà essere trattato con antibiotici ed ormoni della crescita. Le regole del Codex permettono che gli alimenti contenti OGM non debbano più essere etichettati come tali. Non solo. Nel 2001 il Codex Alimentaris reintegra 7 delle 12 sostanze chimiche (note per essere causa di cancro) vietate unanimemente da 176 nazioni;- l’alimentazione umana dovrà essere irradiata con Cobalto i cui livelli saranno maggiori di quelli permessi in precedenza.
giovedì 16 aprile 2009
Brescia
La banca nega il fido, caseificio salvatodai clienti con un'«adozione a distanza»Mille famiglie dei gruppi d’acquisto solidale hanno pagato in anticipole forme di grana.
*GOTTOLENGO (Brescia) — Strozzato dalle banche, in grave crisi di liquidità, ha rischiato di chiudere il caseificio di famiglia, 200 anni di lavoro e tradizione alle spalle. Lo ha salvato un sos lanciato ai «Gas» — gruppi di acquisto solidale — che rappresentano lo zoccolo duro dei suoi clienti. Così 85 gruppi, quasi mille famiglie distribuite nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco e Milano, hanno comprato in anticipo le forme di grana: un’adozione a distanza lunga 36 mesi, il tempo necessario per la stagionatura del formaggio. Ma soprattutto un esperimento di finanza dal basso, con i clienti che si sostituiscono alla banche, facendo spallucce alla crisi.
A un anno da quella che sembrava solo una gara di solidarietà, Massimo Tomasoni, 40 anni, proprietario con i due fratelli del caseificio di famiglia, a Gottolengo, tra Brescia e Cremona, tira le somme: «Nel mese di marzo ilfatturato è cresciuto del 30%, ma in generale abbiamo avuto unincremento del 150%. E i nostri clienti per effetto del passaparola sono triplicati». Un rapporto intensificato dalla consegna porta a porta e dal continuo scambio di informazioni con i consumatori.La storia del caseificio Tomasoni è singolare. «Ci siamo convertiti albiologico dal 2000 al 2004, tra le preoccupazioni dei miei fratelli. E’andata bene, anche se la scelta ha comportato sacrifici: il fatturato che nel 2003 era di 2,5 milioni, passa a 300mila euro l’anno successivo, per poi risalire al milione del 2008. Il 45% del prodotto è rivolto ai gruppi «Gas», il resto a distributori italiani e stranieri». Poi, la crisi: «I prezzi del latte si sono impennati, sono cresciuti del 25% in pochi mesi. C’erano esposizioni con le banche per un milione e seicentomila euro circa, in parte ipoteche sullo stabilimento e in parte garantiti da pegno sul prodotto. In più avevamo forme di grana in stiva per tre anni: troppi, e quasi 27mila euro di costi per il magazzino, perché il formaggio ha bisogno di stagionare».Quando i fornitori di latte battono cassa, Tomasoni vede nero. «Bastava un altro fido, servivano in tutto 150mila euro. Ma nessuno degli i istituti di credito cui mi sono rivolto mi ha dato quei soldi».
Non restava che informare i clienti del collasso. In una mail inviata a gennaio dell’anno scorso, Tomasoni fa il punto: espone i problemi e anticipa che con ogni probabilità non sarà in grado di fornire formaggio a lungo. La prima risposta arriva la sera stessa dell’invio. «Per me è stato il segnale della svolta — dice oggi l’imprenditore — erano spariti tutti, i miei clienti però rispondevano». E adesso che ha cominciato a restituire il prestito ricorda quelle testimonianze di solidarietà. «Non preoccuparti, studiamo insieme una possibile soluzione», scrivono da Lecco. E parte, via Internet, il tam-tam per salvare il caseificio.«Difficile trovarne un altro biologico, e ci vuole troppo tempo perconvincerne uno tradizionale a diventare biologico», fanno eco gli altri«Gas». Che, convocata una riunione, decidono di finanziare Tomasoni raccogliendo 110mila euro come anticipo sulle forme di grana. Il resto lo mette una cooperativa finanziaria solidale per il microcredito, «Mag2».
Ora che è fuori dalla crisi, Tomasoni, pioniere di questa nuovaeconomia, ne spiega il segreto: «Buon senso e rispetto della persona: io guardo negli occhi i miei clienti, non potrei mai truccare il mio formaggio solo per vendere di più». Il risultato Tomasoni lo racconta con un semplice confronto: «Nel 2002 hovenduto ai "Gas" 6mila euro di formaggi; quest’anno nei primi tre giorni di aprile ne ho già incassati 9 mila».
sabato 7 marzo 2009
Olio extravergine
venerdì 9 gennaio 2009
Piccolo consiglio ecologista
Sebbene non si facciano molte fritture, quando le facciamo, buttiamo l'olio usato nel lavandino della cucina o in qualche scarico, vero?
Questo è uno dei maggiori errori che possiamo commettere.
Perchè lo facciamo? Semplicemente perchè non c'è nessuno che ci spieghi come farlo in forma adeguata.
Il meglio che possiamo fare è ASPETTARE CHE SI RAFFREDDI e collocarel'olio usato in bottiglie di plastica, o barattoli di vetro, chiuderli e metterli nella spazzatura normale.
UN LITRO DI OLIO rende non potabile CIRCA UN MILIONE DI LITRI D'ACQUA, quanti sono sufficienti per il consumo di acqua di una persona per 14 anni. Se poi siete cosi volenterosi e volete consegnarlo ad un consorzio ancora meglio, diventerebbe biodiesel o combustibile.
O ancora, se pensate che vi possa capitare di passare nelle Marche, lo conservate e lo regalate alla Tribù delle Noci Sonanti (AN) dove verrà usato per l'illuminazione.
In cambio viene offerto: miele millefiori e d'acacia, propoli,unguenti fatti con cera d'api e olio d'olva alla propoli,iperico e lavanda,marmellate senza zucchero,succhi d'uva e di prugne,sapa,miele e crema di nocciole,editoria alternativa.
lunedì 15 dicembre 2008
Il latte di mucca sotto attacco!
Il Ministero della Salute , Sottosegretario Martini, annuncia : "la possibilità di emanare un'ordinanza per sospendere la distribuzione di latte crudo fino a quando non ci sarà un adeguamento dell' informazione per la salute nella quale sia chiaro che il latte crudo va consumato solo dopo la bollitura".
E’ in atto un violento ed ingiustificato attacco denigratorio contro la vendita diretta del latte crudo.
Questo dopo ben quattro anni, in cui centinaia di migliaia di cittadini, ogni giorno hanno acquistato il latte crudo presso i distributori self service, senza che vi sia stato un solo caso provato di infezione causato dal nostro latte ( Voi tutti ne siete testimoni ) come dimostrano le migliaia di analisi effettuate dal Servizio Sanitario Pubblico.
La verità è che si sta dando fastidio a qualcuno. La vendita diretta è l’alternativa concreta alla bieca globalizzazione dei mercati;
Sottoscrivi la petizione al Ministro ZAIA e al sottosegretario MARTINI NO alla chiusura preventiva dei distributori di latte crudo andando a questo link:http://www.ipetitions.com/petition/consorziotutelalattecrudo/index.html
Se vuoi divulgare la petizione, scarica qui la scheda per la raccolta firme in formato excel, che potrai inviarci via fax al numero 0373.81582
Consumate il latte crudo previa bollitura!!
giovedì 11 dicembre 2008
O' Sistemon'....
http://www.lastoriadellecose.tk/
martedì 2 dicembre 2008
Un fioretto?
Vedetevi questa puntata di Report, http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E17%5E157117,00.html anche se il fioretto vorrebbe che la vedessimo ogni domenica, però fa niente tanto siete in debito con lui non con me .
E se ogni Natale siamo stati sempre più buoni, cominciamo a dire da oggi: “a Natale siamo tutti più intelligenti”.
Fatelo cazzo!!Fatelo!
Stringete quella testa fra le mani e urlate forte è MIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!
domenica 30 novembre 2008
Jared Diamond
È noto soprattutto per aver vinto il Premio Pulitzer con Armi, acciaio e malattie (1997).
In tale opera esplora i fattori geografici, culturali, ambientali e tecnologici che portarono alla dominazione della cultura occidentale sul mondo ed ipotizza un nuovo tipo di storia basato sulla scienza che può formulare previsioni piuttosto che semplicemente descrivere “un maledetto fatto dopo l’altro”.
Diamond nacque a Boston da un medico ed una linguista-musicista-insegnante. Dopo aver fatto pratica in un laboratorio di scienze biologiche, divenne professore di fisiologia all’UCLA Medical School nel 1966. Quando aveva circa vent’anni, sviluppò anche una seconda carriera parallela nello studio dell’ecologia ed evoluzione degli uccelli della Nuova Guinea, e condusse numerosi viaggi esplorativi della Nuova Guinea e delle isole vicine. Verso i cinquant’anni, Diamond sviluppò una terza carriera in storia ambientale, divenendo professore di geografia e di scienza della salute ambientale presso l’UCLA, la sua attuale collocazione accademica.
Diamond è rinomato autore di parecchie opere di divulgazione scientifica, che combinano antropologia, linguistica, genetica e storia. Diamond è un fermo oppositore degli argomenti genetici per le differenze razziali; il suo primo lavoro comprendeva un documento intitolato “Differenze etniche: variazione della misura del testicolo umano”, nel quale investigava le correlazioni tra le possibili variazioni nella misura del testicolo e i livelli ormonali e sosteneva che i livelli ormonali erano altissimi tra le popolazioni africane, e bassissimi in Asia orientale, con le popolazioni caucasiche comprese fra tali estremi.
Nel suo libro più recente, Collasso: come le società scelgono il fallimento o il successo (2004), Diamond esamina che cosa portò alcune fra le grandi civiltà del passato a precipitare nel baratro e considera quali insegnamenti ne possa trarre la civiltà di oggi.
Diamond parla una dozzina di lingue, ed i suoi libri spaziano su campi diversi, dalla biologia molecolare all’archeologia, e su materie così inconsuete come la progettazione delle macchine per scrivere o il Giappone feudale. Per la sua vasta preparazione ed il gran numero di articoli che gli sono attribuiti, Mark Ridley ha avanzato la scherzosa supposizione che “Jared Diamond” non sia una singola persona, ma “in realtà un comitato”.
Diamond fa parte del consiglio editoriale di Skeptic Magazine, una pubblicazione della Società degli scettici.
Diamond è membro della Società filosofica americana, della Società americana delle arti e scienze, e dell’Accademia nazionale delle scienze.
Un video in cui ci spiega il perchè di una civiltà al collasso e i possibili rimedi http://www.ted.com/index.php/talks/jared_diamond_on_why_societies_collapse.html
Bibliografia
L'Evoluzione Della Sessualità Umana (1998)
Il terzo scimpanzé - Ascesa e caduta del primate Homo sapiens (2001)
Armi, acciaio e malattie (2002)
Collasso Einaudi ISBN 88-06-17638-2 (2005)
Perché il sesso è divertente? BUR Biblioteca Univ. Rizzoli ISBN 88-17-01352-8 (2006)
mercoledì 19 novembre 2008
Avanti Puglia!!
Puglia vara ddl con nuovi limiti emissione
BARI - La Puglia è la prima Regione in Italia a varare una legge che riduce il tetto previsto a livello nazionale per le emissioni di diossina, adottando i criteri contenuti dal "Protocollo di Aarhus', approvato dal consiglio dell'Ue nel 2004 e recepito da 16 paesi dell'Unione ma non dall'Italia. Il disegno di legge è diretto in pratica a dichiarare guerra all'inquinamento prodotto dallo stabilimento Ilva di Taranto. E' stato approvato poco fa dalla giunta regionale pugliese ed è stato illustrato in un incontro con i giornalisti dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.
I nuovi limiti in Puglia per gli impianti in esercizio sono: 2,5 nanogrammi a metro cubo di policlorodibenzodiossina e policlorodibenzofurani dal prossimo mese di aprile fino ad arrivare a 0,4 dal 31 dicembre del 2010. I limiti previsti dalla legge nazionale sono attualmente di 10 nanogrammi a metro cubo. L'Ilva, entro 60 giorni dall'approvazione della legge, dovrà presentare all'Arpa un piano di campionamento dei gas di scarico. In caso di mancato rispetto delle norme, scatterà la diffida: l'Ilva avrà 60 giorni di tempo per gli adempimenti. Se non saranno rispettati, l'attività verrà bloccata.
martedì 3 giugno 2008
Per questi ed altri motivi parte l'ordine collettivo di verdura nei pressi di Sant'Agata dove abbiamo trovato una produttrice di frutta e verdura fresca locale.
Per chi volesse ordinare potrà farlo entro giovedi mattina data in cui verranno ritirati i prodotti.
sabato 31 maggio 2008
leggete qua!!!!
una battaglia simbolica dei Presidi
Normalmente il formaggio si compra in un supermercato. Se volete ad esempio una mozzarella il congelatore di un qualsiasi supermercato ve ne offre almeno sei o sette marche diverse. Tutte belle da vedere, tutte mediamente buone, senza difetti, salate al punto giusto, tutte igienicamente perfette. Ma tutte tristemente uguali.
Scarica manifesto (PDF)
L’industria alimentare persegue questo scopo: offrire una qualità media ad un prezzo il più basso possibile rispettando perfettamente le norme igieniche previste dalla legge. Questa ideologia di produzione è letale per la varietà biologica degli alimenti e per la prelibatezza gastronomica dei cibi! Per poter rispondere a queste esigenze l’industria pastorizza quindi il latte riscaldandolo per venti secondi a 72°C. Questo trattamento uniforma l’intera produzione di formaggio: attraverso questo trattamento termico del latte viene eliminata tutta la sua microflora. Per poter poi produrre formaggio da questa sostanza «morta» bisogna rigenerarla artificialmente aggiungendovi fermenti lattici provenienti da culture di microrganismi ottenuti in laboratorio. In questo modo è sicuramente più facile ottenere un formaggio senza imperfezioni o senza fermentazioni indesiderate, ma si tratterà di un prodotto banale. Un formaggio ottenuto in questo modo lo si potrà produrre a Singapore così come a San Francisco o ad Oslo. Sarebbe però la fine del tipico carattere e dell’impronta tradizionale! Nel formaggio con latte crudo invece la fermentazione si sviluppa a partire dalla flora batterica originale assunta dal bestiame sui pascoli e presente poi nel latte. Attraverso la flora batterica – e le tecniche di produzione – si ottiene così un formaggio unico e inimitabile.La produzione di formaggio con il latte crudo è l’unica in grado di conferire al prodotto finale le caratteristiche della regione di provenienza ed anche l’unica possibilità di conservare la straordinaria squisitezza dei formaggi tradizionali: Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Bitto, Ragusano (in Italia), Roquefort, Sainte Maure (in Francia), Queso de la Serena (in Spagna), Emmentaler (in Svizzera) e Ladotiri (in Grecia) - per nominare soltanto alcune specialità ben note – vengono infatti prodotti severamente con latte crudo. E ciononostante molti paesi vietano l’uso di latte crudo. Australia, Argentina e Nuova Zelanda ad esempio prescrivono la pastorizzazione, cosa a cui aspirano in Europa anche i paesi nordici.
Slow Food ha dato il via ad una campagna per la difesa del metodo tradizionale di produrre il formaggio: la Commissione Europea ha presentato diecimila firme. Attualmente è ancora permesso in Europa produrre formaggio senza dover pastorizzare il latte, ma la prevenzione è importante quanto comunicare alle autorità che esiste un gran numero di intenditori e esperti che non vuole rinunciare alla grande varietà di formaggi tipici della tradizione mediterranea in nome di un’esagerata difesa della salute, che non vuole rinnegare il piacere del palato e non si accontenta di un formaggio industriale, banale e insapore.
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Letzte Änderung:12.12.2005
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sabato 17 maggio 2008
Polli o no?
Le ragioni dei consumatori sono state sopraffatte dagli interessi della diplomazia per la necessità di rafforzare i rapporti tra Stati Uniti ed Europa in un momento di difficoltà economica internazionale. Ancora una volta la nostra salute scavalcata dagli interessi politici!
La legislazione comunitaria fino a questo momento e ancora per poco in vigore è che per il trattamento delle carcasse di polli si debba utilizzare acqua potabile, mentre gli Stati Uniti utilizzano a tale scopo, come antimicrobici, prodotti a base di ipoclorito di sodio - comunemente chiamata varechina.
Secondo indiscrezioni, già il prossimo 28 maggio la Commissione europea dovrebbe presentare un testo che autorizza per due anni la ripresa delle importazioni di pollame dagli Usa, pur con una etichettatura specifica e l’aggiunta di diverse precauzioni (risciacquare con acqua i polli disinfettati).